Revisione Legale

La normativa nazionale e comunitaria in tema di Bilancio d'esercizio ha visto nel recente passato significative trasformazioni, volte a garantire una sempre maggiore attenzione alla trasparenza e veridicità dei documenti informativi prodotti delle aziende.

 

Il moltiplicarsi di fruitori professionali delle informazioni espresse nei Bilanci rende necessario esprimere gli andamenti aziendali secondo elevati standard.

 

L’attività di Revisione legale risponde appunto alla necessità di garantire una informativa rispondente ai migliori standard sanciti dalla normativa italiana e comunitaria.

 

La Nuova Revisione Legale

Dopo un lungo processo di riforma, che ha avuto il suo inizio con la direttiva comunitaria 2006/43/CE, ha visto la luce il cosiddetto testo unico della revisione contabile con l’approvazione del Decreto Legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010.

La Revisione Legale si realizza nell’espressione di un giudizio professionale sul Bilancio.

Alla base del giudizio professionale espresso dal Revisore o dalla società di Revisione vi è lo svolgimento di procedure individuate dagli statuiti Principi di Revisione Nazionali e dai Principi di Revisione Internazionali ISA nonché i principi emanati dalla CONSOB.                                                                       .


L'obbligo della Revisione Legale dei conti, dapprima è stato previsto unicamente per le Società quotate alla Borsa Valori, in seguito l’obbligo di certificazione è stato esteso a diverse altre categorie di aziende.

 

Il Revisore legale dei conti o la società di revisione svolgono la loro attività attraverso le indicazioni espresse nell'art. 14, comma 1 del D.Lgs. 39/2010:

  • nell'espressione mediante apposita relazione di un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto;
     
  • nella verifica nel corso dell'esercizio della regolare tenuta della contabilità sociale e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

 

La durata degli incarichi di revisione legale è fissato in tre esercizi senza alcun limite alle possibilità di rinnovo.

 

Il Collegio Sindacale è l’organo che propone a norma dell’art. 13 comma 1 del Decreto Legislativo n. 39 del 27 gennaio 2010, il Revisore Legale o la Società di Revisione dando motivazione della proposta effettuata.

   

Fatta salva l’obbligatorietà della nomina del revisore nei casi stabili dalla legge, l’attività svolta dalla Società di Revisione è in grado di rispondere in maniera crescente all'esigenza di garantire un flusso informativo trasparente e idoneo a rappresentare agli stakeholder le reali condizioni e prospettive della realtà aziendale verso cui prestano attenzione.

L’attività svolta dal Revisore o dalla Società di Revisione consente di garantire al cliente spunti di miglioramento (Management Letter), osservazioni e commenti utili per rendere più efficienti ed affidabili le procedure stesse, nell’ottica di miglioramento dell’intero sistema azienda.

Inoltre la predisposizione al lavoro in team del revisore consente al cliente di avvalersi di  specialisti in altre discipline (legali, fiscalisti, esperti IT, ecc), di cui il Revisore, e più in particolare le Società di Revisione si avvalgono per espletare il loro lavoro nella maniera più completa.

 

Il Ruolo del Revisore nel Nuovo Assetto dei Controlli nelle SRL

 

Alla luce dei recenti interventi legislativi in materia di sistema dei controlli nelle società di capitali è stato ampliato il ventaglio di possibilità in capo ai soci di S.r.l., sia nel caso di nomina facoltativa sia nel caso di nomina obbligatoria dell’organismo di controllo interno.

Nello specifico per le SRL vi è la possibilità di scegliere fra:

 

• il sindaco;

• il collegio sindacale;

• il revisore (più correttamente, il revisore legale dei conti o la società di revisione

legale).

 

L’art. 2477, co. 2 e 3 c.c., dispone che l’organo di controllo o il revisore dovrà essere obbligatoriamente nominato quando la S.r.l.:

 

• è dotata di un capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni, ovvero quando il capitale sociale è pari o superiore a 120.000 euro;

• è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

• controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

• ha superato, per due esercizi consecutivi, almeno due dei limiti previsti dall’art. 2435-bis, co. 1, c.c. per la redazione del bilancio in forma abbreviata (cioè il limite di euro 4.400.000 per l’attivo dello stato patrimoniale, di euro 8.800.000 per i ricavi delle vendite e delle prestazioni e di 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio).

 

Per quanto attiene alle modifiche da apportare agli statuti  in ragione delle norme in vigore, fatti salvi i casi in cui nello statuto vi sia un semplice rinvio alla disciplina legale, si ritiene che le società possano optare per:

 

• un sistema “opzionale” per la scelta dell’organo di controllo interno. L’assemblea dei soci, in sede di conferimento dell’incarico, nomina l’organo di controllo interno, nell’assetto monocratico o pluripersonale ovvero il revisore (persona fisica o società di revisione legale);

• un sistema “vincolante” che imponga l’adozione del sindaco unico o del collegio sindacale oppure del revisore.  Nel caso in cui lo statuto imponga la nomina di un organo di controllo interno, ma vi sia in capo ai soci la necessità di esternalizzare la funzione di revisione, si potranno prevedere delle disposizioni statutarie che assegnino tali funzioni al revisore legale o alla società di revisione.

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